Archivio Digitale BOZZA

ARCHIVIO DIGITALE

Le cante romagnole a portata di click per tutti gli amatori di questo genere musicale

 

Il progetto di digitalizzazione delle Cante Romagnole è stato pensato e creato per permettere agli appassionati, studenti e a chi opera nella musica per scopi didattici, di ricerca o semplicemente per gli amatori di questo genere musicale tradizionale, di poter usufruire di tutto il materiale musicale in tutti i formati. L’ archivio digitale è una libreria musicale dove potrete trovare per ogni brano i correspondenti testi, spartiti, audio e video. 

 

SOBRIE ED ESSENZIALI, LE CANTE ROMAGNOLE SONO UN PATRIMONIO DA SALVAGURDARE

 

Le cante romagnole sono equamente figlie della tradizione popolare e della lirica, seppur distinguendosi da quest’ultima per il carattere più sobrio ed essenziale, che permette ai cantori maggiore facoltà creativa ed esecutiva, svincolata dal rigore e dalle convenzioni della musica colta.

Quella musica popolare che, anni fa, era guardata quasi con disappunto dai cultori della musica “nobile”, rappresenta oggi un patrimonio da salvaguardare, coltivare, rinnovare e, soprattutto, da rivalutare.

 

“Attraverso il suo temperamento di musicista lirico, i ritmi della classica canzone di popolo sono passati come brividi in un’arpa e ne è venuta la “canta nuova”, la canta che parve in sulle prime raccolta dalla viva voce popolare, tanto ne era fedele il senso e la linea, la canta che, appena levata, spiega il cielo e l’anima di Romagna”. (Aldo Spallicci)

LE CANTE ROMAGNOLE

Un meraviglioso repertorio in dialetto

 

I Canterini Romagnoli Pratella-Martuzzi di Ravenna attingono principalmente (con alcune piccole eccezioni) al repertorio “classico” delle Cante Romagnole, un repertorio meraviglioso, prevalentemente in dialetto romagnolo, nato per celebrare e rallegrare il lavoro nei campi, la vita, l’alternarsi delle stagioni … in poche parole le tradizioni della terra di Romagna. Un genere tradizionale che non ha niente a che fare col liscio o con la musica da balera, che ha reso la Romagna tanto celebre in tutto il mondo.

 

LE ORIGINI DELLE CANTE ROMAGNOLE

La voce dei contadini come patrimonio culturale della Romagna

 

Bertinoro 1910

La prima canta romagnola con testo d’autore fu “La Majé” eseguita per la prima volta da Aldo Spallicci

L’altro grande padre delle cante romagnole fu Francesco Balilla Pratella (1880 – 1955) il quale, nonostante fosse studioso e teorico della musica “futurista”, fu importantissimo ricercatore e conoscitore del folclore della sua terra. Sua è la trascrizione ed armonizzazione della celeberrima “Gli Scariolanti” (in lingua italiana), canta di lavoro che narra dei famosi operai che, con le loro carriole, lavoravano la terra e soprattutto manutenevano gli argini dei fiumi.

Pratella raccolse un vero e proprio patrimonio culturale direttamente dai campi, dalle voci dei contadini e degli abitanti dei paesi che, cantando, mantenevano vive antiche melodie e stornelli popolari. A queste “memorie” diede nuova vita e, con l’intento di non copiare da composizioni preesistenti e, anzi, quale evoluzione originale delle stesse, creò nuove melodie, armonizzazioni e polifonie moderne per coro questa volta a voci miste maschili e femminili, regalandoci molti tra i più emozionanti brani della cultura della nostra terra.

 

 

 

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